Le opere di Ai Weiwei a Firenze

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Se non siete ancora andati a visitare la mostra di Ai Weiwei a Palazzo Strozzi vi diamo qualche anticipazione con questi scatti fatti dalla nostra Alessandra Cinquemani. Se invece ci siete già stati godetevi il punto di vista di Alessandra; da quello che ha fotografato sembra che si sia divertita.

A Firenze qualsiasi cosa che ha a che fare con il contemporaneo porta spesso con sé qualche polemica, ma non è vero nella capitale del Rinascimento l’arte contemporanea non può trovare spazio. Anche la scorsa domenica erano in molti in coda per entrare a vedere le opere di Ai Weiwei esposte a Palazzo Strozzi, erano tante anche le famiglie con bambini, molto divertiti e coinvolti grazie al kit preparato dalla sezione didattica del museo. Sarà forse un altro segnale in direzione della necessità di uno spazio pubblico dedicato alle arti contemporanee? Vedremo se con l’inaugurazione del nuovo Centro Pecci (proprio in questi giorni) questa voglia di arte contemporanea si dirigerà verso Prato, o se continuerà ancora ad avvertirsi a Firenze città.

Una cosa è certa, la presenza di spazi, soprattutto istituzionali, e la possibilità di vedere da vicino opere di artisti di spessore internazionale sono stimolo per le scuole, per le nuove generazioni di artisti, e per la comunità tutta. Le polemiche che la mostra di Ai Weiwei ha suscitato sono sintomo, in ogni caso, di un intervento artistico che non si ferma a una contemplazione, ma è in grado di aprire un dibattito e una riflessione.

Grande scalpore hanno suscitato i 22 gommoni arancioni ancorati sulle finestre di Palazzo Strozzi dell’opera Reframe, un progetto che porta l’attenzione sui destini dei profughi che ogni giorno rischiano la vita per arrivare in Europa attraversando il Mediterraneo. E provocatoria è la risposta che ci restituisce lo scatto di Alessandra, un taglio che mette in primo piano la bandiera europea, esposta dal balcone del palazzo di fronte. Chissà se anche Ai Weiwei ci ha pensato quando ha ideato l’installazione, sicuramente apprezzerà questa lettura di Alessandra, che sembra proprio attribuire grandi responsabilità all’Unione Europea.

Quella di Palazzo Strozzi è la prima grande mostra italiana dedicata ad Ai Weiwei. Si tratta di una retrospettiva, con opere storiche e nuove produzioni. La mostra propone un percorso tra installazioni monumentali, sculture e oggetti simbolo della sua carriera, video e serie fotografiche dal forte impatto politico e simbolico, permettendo una totale immersione nel mondo artistico e nella biografia dell’artista.

Le opere esposte, come si esplicita nel comunicato stampa, spaziano infatti dal periodo newyorkese tra gli anni ottanta e novanta in cui scopre l’arte dei suoi “maestri” Andy Warhol e Marcel Duchamp alle grandi opere iconiche degli anni duemila fatte di assemblaggi di materiali e oggetti come biciclette e sgabelli, fino alle opere politiche e controverse che hanno segnato gli ultimi tempi della sua produzione artistica, come i ritratti di dissidenti politici in LEGO o i recenti progetti sulle migrazioni nel Mediterraneo.

Artista dissidente e personalità provocatoria, Ai Weiwei si è imposto sulla scena internazionale come il più famoso artista cinese vivente e una delle più influenti personalità del nostro tempo, sempre muovendosi tra attivismo politico e ricerca artistica e diventando un simbolo della lotta per la libertà di espressione.

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Nelle sue opere l’artista gioca tra antico e contemporaneo, tra passato, presente e futuro, denunciando un rapporto ambivalente con il proprio paese, diviso tra un profondo senso d’appartenenza che emerge dall’utilizzo di materiali e tecniche tradizionali e un altrettanto forte senso di ribellione con cui manipola oggetti, immagini e metafore della cultura cinese, denunciando le contraddizioni tra individuo e collettività nel mondo contemporaneo.

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Ai Weiwei. Libero
Palazzo Strozzi, Firenze
fino al 22 gennaio 2017
Organizzata daFondazione Palazzo Strozzi
A cura di Arturo Galansino
www.palazzostrozzi.org

Ph. Alessandra Cinquemani