Franco Vaccari, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio

In un remake del Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 1972, che tanto fece discutere la stampa e l’opinione pubblica per la presenza di un ragazzo affetto da sindrome di Down nell’opera di Gino De Dominicis, in corso al Centro Pecci di Prato fino a settembre, tanti spunti e riflessioni interessanti anche per gli appassionati di fotografia.

La mostra Comportamento, Biennale 1972, Padiglione Italia, a cura oggi come allora di Renato Barilli, ricostruisce attraverso opere, documenti e fotografie, il clima e il Padiglione di quella edizione con opere di Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Mario Merz, Germano Olivotto e Franco Vaccari. Alcune fotografie di documentazione concesse dagli archivi Eredi Mulas, ArchivioArte Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Enrico Cattaneo, Germano Olivotto e dello stesso Franco Vaccari, ci danno la possibilità di rivivere i momenti dell’opening o di rivedere, grazie a una riproduzione a parete, l’opera Vascello Fantasma di Mario Merz, andata perduta subito dopo la Biennale.

Ma tra gli oggetti che hanno cambiato il corso dell’arte c’è sicuramente la cabina photomatic dell’opera Esposizione in tempo reale n°4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio di Franco Vaccari, che fu uno dei maggiori successi di quell’edizione della Biennale veneziana e che, in seguito, tante altre volte Vaccari è stato chiamato a ripetere qua e là per il mondo. L’artista collocò una banale cabina per fototessere all’interno dello spazio espositivo, lasciando le pareti intorno vuote, e limitandosi a scattare una strip di se stesso e attaccarla sulla parete vuota. In questo modo il pubblico divenne il protagonista e l’artista l’agente di un processo partecipativo e aperto, di cui ha semplicemente definito le regole del gioco.

All’interno del suo libro Fotografia e Inconscio Tecnologico, pubblicato dieci anni dopo, Vaccari dice: “La fotografia trova un uso particolarmente coerente al suo specifico nelle esposizioni in tempo reale. Si dice che qualcosa avviene in tempo reale quando è possibile intervenire su di essa modificandone l’evoluzione prima che la situazione si sia modificata irreversibilmente per conto proprio; il concetto di tempo reale implica perciò una possibilità di interazione fra fenomeno e osservatore del fenomeno; in pratica il presupposto di un’azione in tempo reale è una coscienza in sintonia con gli eventi”.

Comportamento
Biennale di Venezia 1972. Padiglione Italia
a cura di Renato Barilli
fino al 24 settembre 2017
catalogo Silvana Editoriale
www.centropecci.it