Le foto di Leonardo Pasquinelli alla mostra di Verrocchio

Artista emblematico del Rinascimento, Verrocchio sperimentò nella sua bottega tecniche e materiali diversi, dal disegno alla scultura in marmo, dalla pittura alla fusione in bronzo. Andrea di Michele di Francesco di Cione, detto il Verrocchio, formò un’intera generazione di maestri, con i quali ha sviluppato e condiviso generosamente il proprio sapere. L’artista rappresenta il volto sperimentale, in senso naturalistico, dell’arte fiorentina del Quattrocento.

Sono poche le opere autografe di Verrocchio. La sua formazione come orafo lo porta a dover saper disegnare oltre a possedere conoscenze tecniche per sbalzare e fondere i metalli che precedono le capacità di scultore e pittore.

Nella storia dell’arte solo Giotto, Donatello e Raffaello hanno dato origine a una “scuola” paragonabile a quella di Verrocchio. Tramite il suo insegnamento si formarono artisti che hanno diffuso in tutta Italia, e fuori, il gusto e il linguaggio figurativo fiorentino. Da Domenico del Ghirlandaio a Sandro Botticelli, da Pietro Perugino a Bartolomeo Della Gatta, da Lorenzo di Credi a Leonardo.

Gli scatti di Leonardo Pasquinelli, che come turista attento e silenzioso percorre le sale di Palazzo Strozzi, ci portano sui dettagli e sull’intensità dei gesti e degli sguardi di una mostra che racconta molto di Firenze e del clima di sperimentazione e felicità di quel tempo. Un percorso che ci ricorda l’importanza della condivisione dei saperi e dello stare insieme, e di quanto ci sia costantemente bisogno di maestri innovatori e generosi.

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