Prato, un viaggio nella “Via della Cina”

Ai Teng, Vacanze pratesi, 2019. Serie fotografica per “La Via della Cina 2019”.

Sabato 23 novembre al Centro Pecci di Prato si è tenuta la tavola rotonda “La via della Cina – Fotografia fra documentazione, metafora del reale, appartenenza e identità,  2019” all’interno della quale sono stati presentati i lavori realizzati dai tre vincitori della seconda edizione del bando “La Via della Cina” organizzato da Dryphoto arte contemporanea, a cura di Filippo Maggia, rivolto ad artisti under 35 che operano in Toscana: Chiara De Maria / Andrea Palummo, Ai Teng e Magda Typiak. I giovani artisti sono stati invitati da Dryphoto a lavorare, durante una residenza di circa dieci giorni, nel quartiere del Macrolotto Zero di Prato, per produrre una documentazione che interpretasse la storia di questa parte della città, caratterizzata da un’alta concentrazione di popolazione di origine cinese, tanto da essere chiamata la Chinatown o China-street di Prato.

Il bando chiedeva di “costruire una narrazione emotivamente evocativa che esplori la relazione fra paesaggio urbano e l’elemento umano, registri i temi del cambiamento strutturale e antropologico della città, costruisca un terreno comune fra arte e geopolitica proponendo la pratica fotografica come poetica civile”.
Chiara De Maria e Andrea Palummo, Double Face, 2019. Still dal video realizzato per “La Via della Cina 2019”.

 

Gli artisti che hanno vinto il bando, e hanno realizzato le campagne fotografiche e video all’interno del Macrolotto Zero, sono in realtà quattro, perché Chiara De Maria (Correggio RE – 1992) e Andrea Palummo  (Pisa – 1987) si sono presentati come duo e hanno realizzato un video in cui vengono evidenziati il caos e la tensione che gli artisti hanno percepito all’interno di questo quartiere. Chiara e Andrea si sono conosciuti al “Master di alta formazione sull’Immagine Contemporanea di Fondazione Fotografia Modena” e per questo progetto hanno deciso di dedicare la loro attenzione al 20% di residenti italiani rimasti nel quartiere, andando a raccogliere le loro impressioni sulla trasformazione di questa parte della città, testimonianze tutte dal tono piuttosto preoccupato e quasi senza speranza. Alla tensione delle riprese, e della parole dette dagli adulti si contrappongono i ritratti, accompagnati da un audio con le interviste, di cinque adolescenti di origine cinese. Sono cinque studenti del Liceo Livi, che hanno collaborato con gli artisti in questo progetto, “una generazione di adolescenti che si interroga sulla propria identità e si prepara a compiere una scelta: tutti loro fra un anno dovranno decidere se avere la cittadinanza italiana oppure cinese”.
Ai Teng, Vacanze pratesi, 2019. Serie fotografica per “La Via della Cina 2019”

 

L’artista cinese Ai Teng (Shandong, Cina – 1989), educata dall’infanzia alla pittura tradizionale cinese, ha studiato e si è laureata al CAFA (Central Academy of Fine Arts) di Pechino, si è iscritta poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città dove ha deciso di restare a vivere e lavorare. La sua residenza nel quartiere cinese di Prato per “La Via della Cina 2019” diventa per lei una sorta di vacanza, un modo per tornare alle sue origini e ritrovare suoni e ricordi della sua terra. Inizia così una performance che viene presentata attraverso una serie di trentacinque scatti dal titolo “Vacanze pratesi”. Qui Ai Teng si mischia con la popolazione locale e si fa fotografare mentre va dal parrucchiere, a fare la spesa, mentre si fa fare un massaggio tradizionale cinese o sale a bordo di un taxi (cinese). In diverse occasioni si sostituisce alle persone del quartiere facendosi fotografare nelle vesti di una pescivendola, di un’ortolana, di una commessa o riproducendo gesti visti fare agli abitanti del quartiere come quello di cullare un bambino in mezzo di strada indossando un tipico pigiama cinese.
Perlustrando il quartiere, Ai Teng ritrova i sapori della sua infanzia nei ristoranti e nelle botteghe ma trova anche la voce di una famosa cantante cinese in uno dei tanti karaoke frequentati dagli abitanti del Macrolotto Zero. La sua vacanza si conclude a bordo di una bicicletta, quando chiede a un signore di darle un passaggio fino a centro della città.
Magda Typiak, Figure Out, 2019. Dalla serie fotografica realizzata per “La Via della Cina 2019”

 

Magda Typiak, nata nel 1991 in Polonia, si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Danzica (Master of Arts) e presso la Facoltà di Belle Arti di Torun; è venuta poi in Italia nel 2016 per studiare presso il Dipartimento di Film e Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Da un po’ di tempo vive e lavora a Firenze.
Interessata da sempre all’indagine dell’identità individuale e collettiva, ha lavorato sulla presenza e la visibilità degli esseri umani che vivono e si muovono nel quartiere del Macrolotto Zero, realizzando una serie fotografica e un video dal titolo “Figure Out”.
L’artista polacca ha presentato un progetto fotografico realizzato interamente in bianco e nero con una macchina analogica, andando così a creare un ulteriore filtro all’impossibilità di incrociare lo sguardo delle persone. Gli incontri sono avvenuti solo attraverso il mezzo fotografico, creando un gioco di assenze e apparizioni, puntando spesso l’obbiettivo su vetri, specchi e riflessi. Anche nel video, in cui i movimenti sono fluidi e quasi impercettibili, si avvertono presenze fugaci e una lontananza amplificata da un silenzio surreale, ottenuto togliendo volutamente l’audio al filmato.
Magda Typiak ha voluto giocare con il doppio senso della parola “Figure Out” che in inglese significa comprendere, capire, ma prendendo singolarmente i due termini possiamo riflettere su una sorta di “esclusione”, come se le figure e le sagome che appaiono nel suo lavoro fossero letteralmente e metaforicamente “tagliate fuori”, fino a sfuggire alla loro stessa comprensione.

 

I relatori della tavola rotonda – Vittorio Iervese, sociologo, Università di Modena e Reggio Emilia, Direttore Festival dei Popoli; Luca Molinari, critico e storico dell’architettura, Università della Campania; Teresa Serra, storica dell’arte, moderati da Filippo Maggia, curatore del progetto – hanno parlato di identità e trasformazioni, ma anche di come certi progetti di arte possono diventare strumenti utili ed efficaci per lo studio dei cambiamenti storici, politici e architettonici delle città.

 

Dryphoto arte contemporanea si è dichiarata soddisfatta per la riuscita anche di questa seconda edizione e, insieme ad altri professionisti del mondo dell’arte, ha auspicato di poter produrre presto una mostra e una pubblicazione con tutti i progetti realizzati dagli artisti in questi due anni.

Al momento è previsto un archivio e la pubblicazione in rete di un catalogo.

 

È stata preziosa la collaborazione degli studenti di origine cinese dell’Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi – Angela Wang, Caterina Ye, Chiara Weng, Davide Mo e Kelly Hu – impegnati nel “Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento”, coordinati dalla professoressa Paola Puppo, che hanno accompagnato gli artisti per far loro conoscere il quartiere diventando assistenti, guide, mediatori culturali, traduttori, ma anche importanti punti di vista sul futuro di questa città.

 

La Via della Cina 2019 è un progetto organizzato da Dryphoto arte contemporanea, Vittoria Ciolini, Serena Becagli, Andrea Abati; realizzato con il contributo di Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea2019 Giovanisì e Comune di Prato, Assessorato alla Cultura. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con: Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana / Centro Pecci Prato; Istituto d’Istruzione Superiore Carlo Livi, Prato; CPIA 1 Prato; Ordine Architetti PPC della Provincia di Prato; Italia Nostra Prato; Circolo Culturale E. Curiel; Ramunion Italia; Comitato Via delle Segherie; Pratosfera.

 

La tavola rotonda è stata aperta dai saluti istituzionali di Stefano Pezzato, Responsabile Collezioni e Archivi, Centro Pecci; Ilaria Bugetti, Consigliere della Regione Toscana; Simone Mangani, Assessore alla Cultura del Comune di Prato; Mariagrazia Ciambellotti, Dirigente I.I.S.S. Carlo Livi; Marzia De Marzi, Presidente Ordine degli Architetti P. P. e C. della Provincia di Prato; Luca Zhou Long, Presidente Associazione Ramunion.

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