Close enough

Leonardo e Cloe, uno shooting a distanza, tra schermi e pixel. Un set fatto di intimità, avvicinamenti, sguardi e spazi di realtà.

“Leonardo è un fotografo di moda. Lui, come tanti altri, per non dire quasi tutti, si è dovuto fermare a causa dell’epidemia. Niente più servizi o editoriali. Fermo il lavoro sì, ma non la passione. Anzi la voglia di raccontare e di andare oltre alla fotografia di questo momento si faceva sentire sempre di più, tanto da trasformarsi in un bisogno.
Un giorno mi chiama e mi dice ‘Mi è venuta un’idea, ho chiamato un’amica modella e gli ho proposto di fare un servizio fotografico, stile editoriale, a distanza”’
Close enough è un racconto ai tempi della clausura e dell’imposto distanziamento sociale, una narrazione che va al di là della qualità o della risoluzione delle immagini. Una storia scattata con altri mezzi.
Leonardo ha fotografato Cloe in diversi momenti della giornata, nell’intimità della sua case e dei suoi spazi, usando il portatile come fosse la sua macchina fotografica. La linea sovraccarica rimandava immagini pixelate e poco definite. La grana che si generava scattando lo schermo, è diventata la cifra stilistica del lavoro.
La fotografia si fa ancora di più racconto. Avvicina laddove la distanza allontana.” (Nora Ferrucci)

 

Foto. Leonardo Pasquinelli
Modella. Cloe Simoncioni
Testo e design. Nora Ferrucci

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