“Martin Parr. We ❤ Sports”

Attento interprete del presente, sin dagli esordi Martin Parr ha ritratto la società contemporanea con spietata e divertita ironia, realizzando immagini che sono diventate vere e proprie icone del nostro tempo. Attraverso i netti contrasti di colore che caratterizzano il suo stile, ha rivelato gli aspetti grotteschi e involontariamente comici di un mondo sempre più consumista e globalizzato.

“Lo sport è un tema ricorrente nella lunga carriera di Parr: catalizzatore delle più diverse emozioni, viene raccontato dal fotografo soprattutto attraverso le divise, le coreografie e le tradizioni dei tifosi e degli spettatori, autentici protagonisti di questo rito collettivo” evidenzia Walter Guadagnini, curatore della mostra insieme a Monica Poggi, e Direttore di CAMERA.

Il percorso di mostra si apre su una serie di immagini in bianco e nero realizzate dal fotografo inglese nei primi anni della sua carriera, in gran parte pubblicate all’interno di uno dei suoi primi volumi, A Fair Day (1984), dove lo sguardo si posa sugli atteggiamenti delle persone intente a osservare e praticare le più disparate discipline, dalle corse di cavalli sulle spiagge irlandesi al Tai Chi per le strade di Shanghai. Se in questa prima sala si nota già la capacità compositiva di Parr, in grado di coniugare l’analisi dei costumi sociali con una forte attenzione per la resa formale di gestualità e movimenti, è a partire dalle immagini della seconda sala che emerge appieno lo stile per il quale è riconosciuto. Dedicata ai Supporters, lo sport è qui raccontato attraverso i gadget kitsch, i travestimenti grotteschi delle mascotte e gli ingegnosi escamotages di chi cerca di osservare le competizioni da una posizione privilegiata. Richiamando il celebre film del 1937 interpretato dai fratelli Marx, la terza sala denominata A Day at the Races racconta invece lo specifico ambiente delle corse di cavallo, a cui Parr ha dedicato numerosi scatti, ritraendo l’abbigliamento e gli atteggiamenti di questo passatempo particolarmente amato dagli inglesi. Anche il titolo della sala quattro si ispira al cinema, e in particolare a Fever Pitch (in italiano Febbre a 90°) tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby, con immagini di esultanza sfrenata da parte di tifosi di football che condividono la stessa incontenibile passione del protagonista del film. Le sale cinque e sei sono invece interamente dedicate al lavoro sul tennis realizzato negli ultimi anni. A partire dal 2014 l’artista ha frequentato i quattro tornei del Grande Slam (The Australian Open a Melbourne; l’Open di Francia a Parigi, noto come Roland Garros; il Torneo di Wimbledon a Londra; l’US Open di New York) raccontando le dinamiche che animano sia gli spalti che il campo da gioco. Con 40 immagini presentate attraverso un allestimento scenografico che trasporta i visitatori nel vivo della competizione, questa sezione si struttura come il focus tematico più corposo dell’intera mostra, in grado di sintetizzare al suo interno i vari aspetti della poetica di Parr.

La mostra presso Camera coincide con la pubblicazione di Match Point. Tennis by Martin Parr, per i tipi di Phaidon, che raccoglie 85 fotografie fra le più recenti, con una selezione di scatti inediti. Sono frutto del lavoro che dal 2014 Parr ha svolto negli ambienti del Grande Slam documentando la vita dentro e fuori dal campo. L’introduzione al libro, pubblicato in collaborazione con Lavazza, è di Sabina Jaskot-Gill, curatrice di fotografia alla National Portrait Gallery di Londra.

Martin Parr. We ❤ Sports fino al 13 febbraio 2022
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Torino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*