Close Enough

Leonardo è un fotografo di moda.
Lui, come tanti altri, per non dire quasi tutti, si è dovuto fermare a causa dell’epidemia.
Niente più servizi o editoriali.
Fermo il lavoro sì, ma non la passione. Anzi la voglia di raccontare e di andare oltre alla fotografia di questo momento si faceva sentire sempre di più, tanto da trasformarsi in un bisogno.
Un giorno mi chiama e mi dice “Mi è venuta un’idea, ho chiamato un’amica modella e gli ho proposto di fare un servizio fotografico, stile editoriale, a distanza”.
Close enough è un racconto ai tempi della clausura e dell’imposto distanziamento sociale, una narrazione che va al di là della qualità o della risoluzione delle immagini.
Una storia scattata con altri mezzi.
Leonardo ha fotografato Cloe in diversi momenti della giornata, nell’intimità della sua case e dei suoi spazi, usando il portatile come fosse la sua macchina fotografica.
La linea sovraccarica rimandava immagini pixelate e poco definite. La grana che si generava scattando lo schermo, è diventata la cifra stilistica del lavoro.
La fotografia si fa ancora di più racconto.
Avvicina laddove la distanza allontana.